Cos’è un DES

Un DES è un territorio dove prendono importanza, crescono e si affermano sempre più alcune pratiche virtuose già esistenti.
Lasciando ai singoli territori libertà di scelta, fra esse si potrebbero includere le seguenti:

il Consumo critico (Gruppi di acquisto solidale e iniziative analoghe)
la Finanza etica e il finanziamento diretto delle imprese e iniziative locali
l’Agricoltura biologica
il Commercio equo e solidale
l’economia cooperativa e collaborativa
il Turismo responsabile
il Software libero
le Energie rinnovabili
la Bioedilizia e bioarchitettura
le numerose produzioni attente all’ecologia dei processi e dei prodotti
l’attenzione alla qualità dei prodotti, dei servizi e del lavoro
la salvaguardia e miglioramento dell’ambiente
l’opposizione agli Ogm e al nucleare
la riduzione dei rifiuti e il loro riciclo
l’attenzione alla piena occupazione lavorativa
l’uso prioritario dei prodotti e servizi locali
l’attenzione alla sovranità alimentare, idrica, energetica, logistica
le sperimentazioni di “monete” locali
l’attenzione a benvivere, cultura, arte, salute
la didattica scolastica favorevole allo sviluppo equilibrato della persona e dei suoi talenti e capacità
le pratiche rivolte alla prevenzione delle malattie
le medicine “olistiche”, che non considerano la sola componente fisica della malattia
la solidarietà sociale e la cura verso i soggetti più deboli (bambini, anziani, donne in maternità, disoccupati, diversamente abili, persone in difficoltà)
la politica sociale mirante a prevenire il disagio e la marginalità sociale
la politica di equilibrata integrazione degli immigrati
la cooperazione sociale diretta, con progetti dai “paesi in via di sviluppo”
la democrazia partecipativa
l’ informazione indipendente, veritiera e accessibile a tutti
l’associazionismo ecologico o a finalità comunitarie e sociali
le pratiche virtuose degli enti pubblici (acquisti verdi, ecologia, retta gestione dei rifiuti, bilancio partecipato, ecc)

L’aspetto essenziale di un DES è che queste pratiche virtuose crescano non indipendentemente le une dalle altre, ma in una più efficace ottica di rete, organizzata e consapevole, democratica e orizzontale, sostenendosi e rafforzandosi reciprocamente sul territorio del DES, e con un’ampia partecipazione della comunità dei cittadini e con il fine di creare dal basso una nuova economia ecologica e solidale.

Da quanto sopra si può anche dedurre che un DES è, in realtà, un insieme coordinato di distretti settoriali. E’ cioè (o dovrebbe diventare), contemporaneamente, un distretto di agricoltura biologica, un distretto di finanza etica, un distretto di commercio equo, un distretto di turismo responsabile, un distretto di energie rinnovabili, un distretto OGM free, ecc..

Premessa alla possibilità di attivare un percorso di costruzione di un DES è che sul territorio sia presente un buon numero di soggetti che realizzano le pratiche virtuose che stanno alla base dell’economia solidale e che alcuni di essi si prendano il compito della iniziale promozione. Sarà anche utile se già prima si sarà creata una rete regionale o provinciale di economia solidale volta a mettere collegare i vari soggetti e a tessere rapporti positivi fra di essi, e che abbia già costruito una cultura e una sensibilità verso le pratiche dell’economia solidale.

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